Contatti: 3935353503
IMG_1436

Diagnosi e fondamenti di diagnosi e terapia

  • Scoliosi

    Che cosa è la scoliosi?

    La colonna vertebrale normale ha tre curve: una nel collo, uno nella parte superiore della schiena e uno nella parte inferiore della schiena. Queste curve possono essere viste di lato, ma quando si guarda da dietro, la colonna vertebrale dovrebbe comparire dritta.

    Se la colonna vertebrale, vista da dietro, ha una curva laterale, questa è verosimilmente “Scoliotica”. (immagini di scoliosi, vedi in basso)

    Da 1 a 2 ragazze su 20 possono sviluppare la scoliosi durante il loro periodo di crescita della prima adolescenza (da circa 9 a 14 anni), ma nella maggior parte dei casi la curva è lieve e non ha bisogno di trattamento. La scoliosi è meno comune nei ragazzi. 

    Solo 3 pazienti su 1000 hanno curve tanto gravi da richiedere trattamento.   

    Radiografie scoliosi idiopatica

    Cosa causa la scoliosi?

    La causa della maggior parte delle scoliosi è sconosciuta. In questo caso si parla di Scoliosi Idiopatica. Alcune volte altri membri di una stessa famiglia sono affetti da scoliosi idiopatica. Diversamente, alcuni bambini possono essere affetti da altri problemi: infortuni che causano spasmi muscolari, differente lunghezza degli arti inferiori (eterometria) o alterazioni del controllo della muscolatura (es. paralisi cerebrali). In questi casi, trattando la causa, la scoliosi è guaribile.

    Quali sono i segni della scoliosi?

    I giovani pazienti non possono controllarsi da soli la schiena, hanno bisogno di aiuto.

    Posizionare in piedi i pazienti, con le gambe unite e le braccia a penzoloni lateralmente (Posizione 1).

    Chi controlla deve vedere se:

    • una spalla è più alta dell’altra
    • una scapola è più sporgente dell’atra
    • un’anca è più alta dell’altra.

    Quindi piegare in avanti i pazienti con le gambe dritte e le mani vicine ai loro piedi (Posizione 2).

    Chi controlla deve vedere se:

      • Un lato della schiena è più sporgente dell’altro. 

     

    Spesso, in pazienti affetti da scoliosi, un lato della schiena può essere sporgente nella parte superiore, e l’altro lato può essere sporgente nella parte inferiore.

    Se sono presenti uno o più di questi segni di scoliosi è necessario sottoporre il giovane paziente ad visita medicaL’AAOS(American Association of Orthopedic Surgeon) e la SRS (Scoliosis Reseach Society) ritengono che lo screening clinico per deformità della colonna debbano essere eseguiti all’età di 10 e 12 anni per le femmine ed all’età di 13 o 14 anni per i maschi. Se la scoliosi è più di una curva lieve, l’esame radiografico sarà fatto per misurarne l’entità e seguirne l’evoluzione nel tempo. 

    Un attento controllo clinico da parte del medico può limitare il numero di radiografie per il controllo dell’evoluzione della malattia.

    Come si tratta la scoliosi?

    Molte scoliosi sono lievi e non richiedono alcun trattamento.

    Scoliosi lievi possono essere tenute in osservazione durante l’età evolutiva per seguirle se peggiorano (molte non diventano sufficientemente grandi da richiedere trattamento):

      • Il busto può fermare il peggiorare della scoliosi[5]. 
      • Il trattamento fisioterapico è spesso consigliato come primo passo o in combinazione con il busto per pervenire la progressione della scoliosi[6].
      • La chirurgia è necessaria solo in specifici casi. 

    Scoliosi gravi, non trattate, possono causare mal di schiena e disturbi della funzionalità respiratoria.

    I pazienti con la scoliosi necessitano di attività fisica regolare. La loro schiena non è “più debole” dei soggetti sani, ma anzi, devono essere incoraggiati a svolgere regolare attività fisica. La fisioterapia, la ginnastica correttiva o attività sportiva devono essere finalizzate a correggere gli atteggiamenti scorretti ed a tonificare i muscoli della colonna.

  • Ernia del disco

    Cosa è l’ernia del disco?

    L’ernia del disco è una condizione comune della colonna vertebrale che causa mal di schiena e/o sciatalgia. Si verifica quando la sostanza gelatinosa presente all’interno del disco, nucleo polposo, ernia posteriormente esercitando pressione ed infiammazione delle strutture nervose vicine. 

    L’età piu colpite sono quelle tra i 30 ed i 40 anni con incidenza che varia tra 1,25% al 25% della popolazione.

    In genere questa patologia è particolarmente presente a livello cervicale e lombare.

    Oltre il 95% dei casi di ernia del disco si risolve senza procedure invasive.

    Cosa causa l’ernia del disco?

    Tra le vertebre del rachide sono dei dischi composti da un involucro esterno resistente (anulus fibroso) con un centro gelatinoso (nucleo polposo) (Immagine EDL). Il nucleo polposo consente alla parte posteriore di flettersi e piegarsi e funge da ammortizzatore tra le vertebre. Un’ernia del disco si verifica quando l’anello del disco si strappa e il contenuto del disco viene espulso attraverso questa lesione. Il materiale del disco sporgente può premere sui nervi o sul midollo causando dolore e compromettendo la funzione. 

    Un’ernia del disco può essere causata da un singolo sforzo eccessivo o da micro-traumi ripetuti. 

    I fattori che possono aumentare la probabilità di un’ernia del disco includono:

      • Invecchiamento
      • Sovrappeso e obesità
      • Fumo (che può contribuire alla degenerazione dei dischi)
      • Sollevamento errato (utilizzando la schiena anziché le gambe per sollevare oggetti pesanti di grandi dimensioni)
      • Attività faticose ripetitive (molte occupazioni richiedono sollevamento e torsione costanti)
      • Stile di vita sedentario (che può portare all’indebolimento dei muscoli che supportano la colonna vertebrale).

     

    Ernia discale lombare

    Quali sono i segni dell’ernia del disco?

    Alcune persone possono avere un’ernia del disco senza manifestare alcun sintomo. Altri hanno sintomi gravi e debilitanti. Il tipo di sintomi riscontrati può essere influenzato dalla posizione dell’ernia del disco. 

    Il sintomo più comune di un’ernia del disco è la sciatica. Questo è caratterizzato da un dolore acuto, spesso lancinante, che si estende dai glutei lungo la parte posteriore di una gamba ed è causato dalla pressione sul nervo sciatico. Cruralgia se localizzato anteriormente alla gamba e alla coscia.

    • Mal di schiena lombare o cervicale
    • Dolore alla gamba o al braccio
    • Sensazioni anormali come formicolio, intorpidimento o formicolio in un braccio, una gamba o gluteo
    • Dolore bruciante alle spalle, al collo, al braccio o alla schiena centrale
    • Debolezza agli arti o palese perdita di forza
    • Perdita di equilibrio in caso di irritazione del midollo.

    Nei casi più gravi si possono verificare difetti della funzione intestinale o vescicale, questo può essere un segno della sindrome della cauda equina, una rara ma gravissima complicazione di un’ernia del disco. Se si sospetta ciò, consultare immediatamente un medico.

    Come si tratta l’ernia del disco?

    Una volta diagnosticata dal medico, grazie ad un esame clinico accurato ed indagini strumentali – RMN (vedi foto “RMN: ernia discale lombare”) e/o TC-, l’approccio terapeutico è vario e va dal trattamento conservativo con riposo, farmaci e fisioterapia a procedure invasive come infiltrazioni o chirurgia. 

               

    RMN: ernia discale lombare

    • Riposo. Le recenti linee guida indicano come non utile al miglioramento della condizione clinica il riposo a letto per più di due giorni. Periodi di riposo più lunghi si sono dimostrati inefficaci nell’accelerare il recupero e possono infatti prolungare i tempi di recupero. È meglio riprendere le normali attività il prima possibile, compatibilmente con i dolori, ed evitando posizioni o movimenti sconsigliati dal medico.
    • Terapia farmacologica. I farmaci comunemente prescritti per alleviare il dolore associato a un’ernia del disco includono paracetamolo e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Possono anche essere prescritti farmaci miorilassanti. In alcuni casi possono essere raccomandati farmaci corticosteroidi. 
    • Fisioterapia. Una combinazione di trattamenti fisioterapici ed esercizi specifici verrà utilizzata per mantenere il movimento e rafforzare i muscoli della schiena.
    • Alternative. I cortisonici possono essere somministrati per via orale come iniezione direttamente nell’area interessata. In caso di forte dolore in cui il trattamento iniziale non ha avuto successo, i farmaci antidolorifici possono essere somministrati come iniezione epidurale o periradicolare, dove viene iniettato nelle immediate prossimità della zona infiammata. 
    • La chirurgia deve essere presa in considerazione in caso di fallimento del trattamento conservativo o nel caso di compromissione della funzione nervosa, radicolare o midollare. Se viene presa in considerazione la chirurgia, è importante discutere con il medico i vantaggi e gli svantaggi della chirurgia, nonché i rischi connessi. Il trattamento chirurgico di un’ernia del disco può includere diverse procedure. Questo intervento prevede la rimozione totale o parziale del disco danneggiato al fine di alleviare la pressione sui nervi spinali. Una discectomia può essere eseguita come chirurgia “aperta” o grazie a procedure “mini-invasive” come la Microdiscectomia e la Discetomia Endoscopica.
  • Spondilolistesi

    Cosa è la Spondilolistesi?

    Per spondilolistesi si intende una traslazione in avanti di un corpo vertebrale (e della colonna soprastante) rispetto alla vertebra sottostante (immagine spondilolistesi). Sebbene la spondilolistesi sia spesso asintomatica, è una delle cause più comuni di lombalgia persistente negli adolescenti e negli adulti (spondilolistesi degenerativa). La spondilolistesi può essere gestita con il trattamento conservativo; tuttavia, la chirurgia è indicata per i pazienti con scivolamento di alto grado, sintomi non responsivi a trattamento conservativo o deficit neurologico progressivo.

    Spondilolistesi

    Quali sono i segni della Spondilolistesi?

    La spondilolistesi è tipicamente asintomatica. Il sintomo più frequentemente riportato è la lombalgia, che è spesso esacerbata dal movimento, in particolare dall’estensione lombare e dalla torsione. L’irradiazione del dolore a livello degli arti inferiori non è rara ed in genere si accompagna ad una sofferenza dei nervi. 

    Come si tratta la Spondilolistesi?

    Per la spondilolistesi l’approccio terapeutico è molto vario e va dal trattamento conservativo con riposo, farmaci e fisioterapia a procedure più invasive, come le infiltrazioni, o la chirurgia. 

    • Riposo. Nelle fasi acute è consigliato evitare il lavoro pesante o le attività con estensione lombare ripetuta. Un’ortesi lombare (busto) può offrire sollievo a coloro che non rispondono alle restrizioni dell’attività o le cui attività quotidiane continuano a produrre sintomi.
    • Fisioterapia: In generale, un regime di terapia fisica viene avviato dopo che il paziente ha avuto un adeguato periodo di riposo e il dolore con le attività quotidiane è diminuito. Il regime consiste in esercizi per rafforzare i muscoli addominali e programmi di flessibilità per allungare i muscoli estensori spinali, i muscoli posteriori della coscia e della fascia lombare e dorsale.  
    • Chirurgia. La chirurgia è diversamente indicata nelle forme degenerative e dell’adolescenza. La scelta del trattamento chirurgico dipende in larga misura dall’eziologia e dal grado di deformità. Gli obiettivi generali del trattamento chirurgico sono quelli di prevenire l’ulteriore progressione dello scivolamento vertebrale, stabilizzare il segmento, correggere la forma della colonna lombosacrale ed alleviare il dolore alla schiena e alle gambe. Indicazioni assolute al trattamento chirurgico sono le forme refrattarie al trattamento conservativo, in caso di presenza di deficit neurologici progressivi e le forme ad alta displasia. Le procedure chirurgiche hanno come obiettivo di decomprimere le strutture nervose, prevenire la progressione e raggiungere la stabilità attraverso una fusione intervertebrale: artrodesi. Diversi sono i metodi per raggiungere questi obiettivi. Generalmente sono tre i metodi di approccio chirurgico: fusione posterolaterale (PLF), fusione intersomatica per via posteriore (PLIF o TLIF) e fusione intersomatica lombare per via anteriore (ALIF). In alcune circostanze è possibile utilizzare una combinazione di 2 approcci. 
  • Artrosi

    Cosa è l’Artrosi?

    L’artrosi è una malattia cronica che colpisce principalmente le mani, le ginocchia e le anche (Immagine coxartrosi. 

    Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei tassi di obesità, il numero di pazienti affetti da artrosi, nei paesi sviluppati, è progressivamente aumentato negli anni.  A livello mondiale, l’artrosi di anca e di ginocchio stato classificate tra i principati elementi di disabilità e scarsa qualità della vita. 

     

    Coxartrosi

    Cosa causa l’Artrosi?

    L’artrosi si verifica quando la cartilagine che riveste le articolazioni si deteriora gradualmente. La cartilagine è un tessuto liscio che consente un movimento articolare in quasi totale assenza di attrito. L’osteoartrosi viene spesso definita una malattia da “usura”. Ma oltre alla rottura della cartilagine, l’artrosi colpisce l’intera articolazione. Provoca cambiamenti nell’osso e deterioramento dei tessuti connettivi che tengono unita l’articolazione. Nelle fasi acute provoca una infiammazione dell’intera articolazione.

    Quali sono i segni dell’Artrosi?

    I sintomi dell’artrosi si sviluppano spesso lentamente e peggiorano nel tempo. Segni e sintomi di artrosi includono dolore, rigidità e gonfiore delle articolazioni. Nelle forme più gravi si accompagna a sensazione di scroscio articolare e deformità degli arti interessati. 

    Come si tratta l’Artrosi?

    L’artrosi è una malattia degenerativa e pertanto non può regredire. Le strategie per alleviare il dolore, minimizzare la disabilità e rallentare la progressione della malattia sono gli elementi chiave per una gestione conservativa. 

    • Farmaci.  I farmaci che possono aiutare ad alleviare i sintomi dell’osteoartrosi, principalmente il dolore, includono il paracetamolo ed i FANS. Quest’ultimi utilizzati sia per via sistemica che per uso topico.
    • Fisioterapia. La fisioterapia può essere programmata per rafforzare i muscoli stabilizzatori delle articolazioni, aumentare la flessibilità e ridurre il dolore. L’esercizio fisico regolare, come il nuotare o il camminare, può essere altrettanto efficace.
    • Iniezioni di cortisone. Le iniezioni di farmaci corticosteroidi possono alleviare il dolore alle articolazioni. Durante questa procedura il medico inietta il farmaco antinfiammatorio direttamente all’interno dell’articolazione. 
    • Iniezioni di acido ialuronico. Le iniezioni di acido ialuronico possono offrire sollievo dal dolore lubrificando ed ammortizzando artificialmente l’articolazione dell’anca o del ginocchio. L’acido ialuronico è simile a un componente normalmente presente nel liquido articolare. 
    • Chirurgia. In caso di insuccesso del trattamento conservativo, la chirurgia protesica è l’approccio d’elezione. Nella chirurgia protesica, il chirurgo rimuove le superfici articolari danneggiate e le sostituisce con parti in polietilene e ceramica o metallo. 
  • Osteoporosi

    Cosa è l’Osteoporosi?

    L’osteoporosi è la malattia ossea metabolica più comune nei paesi occidentali e può provocare devastanti conseguenze fisiche e psicosociali. È una malattia spesso trascurata e poco trattata perché è clinicamente silenziosa, almeno fino al manifestarsi di una frattura da fragilità. (Immagine: frattura vertebrale da osteoporosi)

    Cosa causa l’Osteoporosi?

    Etiologicamente, l’osteoporosi è divisa in primitiva e secondaria. L’osteoporosi primitiva può essere ulteriormente suddivisa in osteoporosi postmenopausale (tipo I) e senile (tipo II) associata all’età. L’osteoporosi postmenopausale è principalmente dovuta alla carenza di estrogeni. L’osteoporosi senile è principalmente dovuta a uno scheletro che invecchia e ad una carenza di calcio. L’osteoporosi secondaria è spesso provocata da una malattia metabolica o dall’assunzione di alcuni farmaci.

    Frattura vertebrale da Osteoporosi

    Quali sono i segni del l’Osteoporosi?

    La malattia è per definizione silenziosa fino al momento in cui la fragilità ossea arriva a causare una frattura. Esistono molteplici fattori di rischio per l’osteoporosi. La National Osteoporosis Foundation (NOF) ha classificato questi fattori di rischio in due categorie: non modificabili e modificabili. I fattori di rischio non modificabili includono la storia personale, l’età avanzata, il sesso femminile, la demenza e le comorbilità. I fattori di rischio potenzialmente modificabili includono il fumo di sigaretta, il peso corporeo basso, la carenza di estrogeni come quella causata da menopausa precoce (età <45 anni), il basso apporto di calcio, l’alcolismo, le cadute ricorrenti e l’inadeguata attività fisica. Alcune organizzazioni scientifiche permettono di calcolare il rischio di frattura sulla base dei fattori di rischio individuali. 

    Come si tratta l’Osteoporosi?

    Le linee guida dell’American College of Physicians per la prevenzione farmacologica delle fratture negli uomini e nelle donne con bassa densità ossea o osteoporosi prevede sei principali raccomandazioni.

    1. I medici dovrebbero offrire un trattamento farmacologico alle donne con osteoporosi nota per ridurre il rischio di fratture dell’anca e della colonna vertebrale; 
    2. Nelle donne in postmenopausa, estrogeni, estrogeni associati a progestinici o raloxifene non devono essere usati per il trattamento dell’osteoporosi;
    3. Nelle donne con osteoporosi, il trattamento farmacologico dovrebbe durare per 5 anni;
    4. Il monitoraggio della densità minerale ossea (BMD) durante i 5 anni di trattamento nelle donne con osteoporosi non è consigliato, poiché l’evidenza suggerisce che il rischio di frattura può essere ridotto indipendentemente dai cambiamenti della BMD;
    5. Per le donne di età pari o superiore a 65 anni con osteopenia e ad alto rischio di fratture, le decisioni di trattamento devono tenere conto delle preferenze del paziente, del profilo di rischio di frattura, dei benefici e dei possibili danni da farmaci;
    6. Negli uomini con osteoporosi clinicamente riconosciuta, i medici dovrebbero offrire una terapia con bifosfonati per ridurre il rischio di fratture vertebrali. 
    • Stile di vita ed attività fisica. Le misure preventive non farmacologiche includono l’aumento di esercizio fisico e il rafforzamento muscolare. Gli studi epidemiologici hanno collegato un ottimale apporto di calcio e vitamina D a tassi di frattura più bassi.
    • Chirurgia. La chirurgia ha un ruolo curativo delle fratture, siano essere verificatesi a livello del femore o della colonna. La colonna è la principale localizzazione delle fratture da fragilità.  Le cure chirurgiche comprendono la vertebroplastica e la cifoplastica. Queste procedure mininvasive sono utilizzate per la gestione delle fratture vertebrali dolorose o refrattarie al trattamento conservativo.